THERAPY YOGA

YOGA THERAPY PER DIABETE

16 Settembre 2015

NUOVO CORSO SPERIMENTALE

1° E 3° SABATO DEL MESE  17.00/18.30

INTERVISTA A SILVIA CANTON

Cecilia: Ciao Silvia, grazie della disponibilità a condividere con noi la tua esperienza personale sullo yoga e gli effetti che ha sul diabete. Sono sicura sarà di beneficio a tante persone che come te passano attraverso queste prove.     Per chi non ti conosce ci puoi raccontare come hai scelto la strada dello Yoga Terapia per il Diabete di tipo 1 e 2?

Silvia: Inizia tutto dalla mia esperienza personale. Ho iniziato a praticare molto giovane, attorno ai 20 anni, come tutti i principianti che si avvicinano per la prima volta allo yoga, un po’ per curiosità, un po’ per sperimentare il nuovo, la vita poi mi ha portato a intraprendere altre esperienze, fino a quando, all’età di 30 anni, mossa per necessità, ho ripreso il percorso yogico. Non era un periodo molto facile dal punto di vista del controllo glicemico, iniziavano a comparire le prime sofferenze degli organi bersaglio, quali occhi, circolazione e sistema immunitario. Aumentavano quindi i problemi associati, oltre che al diabete, anche a un ipotiroidismo secondario riscontratomi nel 1999, dovuto a questa malattia autoimmune. Ricordo molto bene la lezione di 9 anni fa, qualcosa si mosse e sbloccò tensioni a livello emotivo e fisico, un pianto a dirotto ha accompagnato il rilassamento finale e lì ho capito che potevo fare qualcosa da sola, intervenire io stessa per rallentare il progredire delle conseguenze della mia malattia e migliorare la mia qualità di vita

SILVIA CANTON

Cecilia: La pratica dello Yoga ti ha dato una maggior consapevolezza di te stessa e del tuo corpo. Questa visione globale dell’individuo è stata di beneficio per il tuo atteggiamento verso la malattia?

Silvia: E’ difficile spiegare in breve tempo tutto quello, con una pratica yogica assidua e con costante forza di volontà, è accaduto prima di tutto nel mio corpo fisico, e poi ai livelli più sottili, nel corpo energetico, nel corpo mentale e nello spirito. E’ vero che oggi giorno ci sono molti strumenti in più rispetto ad un tempo per convivere serenamente con il diabete insulino – dipendente, ma è anche vero che, se l’individuo stesso non si aiuta per primo, attraverso le vie yogiche che indirizzano a un’educazione e ad una connessione equilibrata tra corpo mente spirito, tanta tecnologia può risultare vana nel migliorare la qualità di vita del paziente. Deve esistere una compenetrazione tra vari livelli e lo yoga è un ottimo catalizzatore di tutti i diversi strati dell’essere.

Cecilia: Quali benefici fisici ti hanno spinta ad approfondire la pratica?

Silvia: Ho iniziato a lavorare prima di tutto sul mio corpo fisico, ogni giorno sperimentavo da sola delle sequenze, interessandomi sugli effetti benefici di ogni asana che andavo ad affrontare e man mano vedevo che il mio corpo diventava più forte, più tonico, più flessibile, acquistavo maggior equilibrio e sicurezza e questo si ripercuoteva anche nel mentale, maggiore forza, maggiore resistenza e maggiore controllo della malattia e dello stress. Pian piano si sono attenuati i piccoli dolori alle cervicali e alla schiena, la secchezza oculare si è ridotta di molto, tanto da utilizzare sempre meno il collirio sostitutivo, il sistema immunitario si è riequilibrato e la circolazione, soprattutto periferica, migliorata di molto. Ovviamente ho integrato il tutto con una costante attività fisica, corsa o nuoto, un’attenta alimentazione yogica, e una precisa terapia insulinica sotto controllo medico. Tutto questo ha contribuito in maniera esponenziale a migliorare la mia salute. Con gli asana ho imparato a praticare e a eseguire posizioni sempre più complesse che mi spingevano a scoprire sempre più dove poter arrivare e fino a dove potevo spostare il mio limite fisico e mentale.

Cecilia: Le tecniche di rilassamento e i pranayama che importanza hanno avuto?

Silvia: Grazie ad una migliore respirazione acquisita attraverso le tecniche di pranayama, e ossigenazione cellulare di tutto il corpo, pian piano i valori glicemici si son abbassati. Grazie a quest’eccezionale tecnica la respirazione è diventata più profonda, con una consapevolezza che mi accompagnava per tutto l’arco della giornata, e un respiro diaframmatico che riduceva gli effetti dello stress e di aumento glicemico dovuto agli antagonisti dell’insulina quali cortisolo adrenalina. etc.

Cecilia: Sò che nel tuo percorso ha avuto ed ha grande importanza la meditazione Vipassana, puoi raccontarci questa esperienza?

Silvia: La preparazione alla meditazione e alla concentrazione mi ha portato ad analizzare la particolarità di rimanere immobile e riuscire a concentrarmi. Oltre all’aspetto del miglioramento glicemico, l’aspetto mentale è stato ancora più interessante, La meditazione è stato il punto di cambio coscienziale di tutto il mio essere e di tutta la mia vita. Dopo il ritiro di meditazione, ho deciso di iniziare la scuola federale per diventare insegnante di yoga, la mia forza e il mio esempio devono essere utilizzati anche da chi come me sta cercando di migliorare la propria vita sia per gestire al meglio la malattia ma soprattutto per se stesso e per il suo percorso spirituale. Dopo quattro anni di studi, con non poche difficoltà sia dal punto di vista personale che di vita, ho deciso di concludere questo meraviglioso percorso e approfittare della tesi finale per trasmettere questo messaggio e coinvolgere un numero sempre maggiore di persone diabetiche che come me vivono questa condizione tutti i giorni con costante sacrificio e difficoltà. Ecco quindi che la malattia diventa un occasione di vita, perché grazie al mio diabete oggi posso essere uno strumento utile per aiutare chi in questo momento chiede un aiuto.

Cecilia: Come è nata l’idea del corso sperimentale di Yoga e Diabete?

Silvia: e’ nata grazie alla collaborazione di amici diabetici aderenti alla Fand di Padova, con la quale avevamo creato anni fa il“gruppo giovani Fand”, (un gruppo di ragazzi che si trovava infra settimana o nei weekend per confrontarsi, per condividere le proprie esperienze), sono riuscita, attraverso contatti diretti e passa parola, a creare un gruppo di volontari diabetici insulino dipendenti tipo 1 e poter dare il via al lavoro sperimentale Diabete e Yoga. Dopo aver analizzato le singole problematiche dei componenti del gruppo sperimentale abbiamo lavorato assieme ogni sabato da gennaio fino a giugno e ci sono stati importanti cambiamenti non solo nella gestione pratica della malattia ma anche a livello mentale.

Cecilia: Quali sono gli obiettivi di questa pratica?

Silvia: La pratica è stata studiata prettamente per diabetici insulino dipendenti e diabetici di tipo 2, l’obiettivo è quello di ammorbidire il corpo e sciogliere le tensioni per poi lavorare sulla parte emozionale e mentale che molto condiziona l’andamento della malattia cronica.

Cecilia: Quali risultati avete riscontrato?

Silvia: I risultati sono stati importanti, il gruppo ha reagito molto bene tanto che l’entusiasmo dei singoli mi ha fatto credere fermamente in questo progetto e quest’anno lo ripropongo con ancora più entusiasmo sperando che il numero dei partecipanti possa crescere e diffondersi tra le persone che vogliono lavorare su di sé e con gli altri condividendo la propria esperienza e arricchendosi non solo per la propria malattia ma per la qualità della propria vita . Il percorso è sicuramente difficile, pochissimi studi sono stati fatti fino a oggi per indagare su questi meccanismi complessi. Come sappiamo ci sono innumerevoli fattori che influenzano la glicemia per tanto non è semplice escludere a priori potenziali errori o fattori che condizionano i valori raccolti. Io comunque come insegnante di yoga continuerò a lavorare con il gruppo e con le persone che vorranno partecipare a questa bellissima esperienza senza mai dimenticare che il mio compito è quello di portare l’individuo a un benessere globale, a prescindere da una patologia quale può essere il diabete insulino dipendente, proprio perché è necessario decondizionarsi da esso.

Cecilia: Se dovessi in poche parole riassumere cosa ha portato lo yoga alla tua vita?

Silvia: posso sicuramente affermare che ora la mia vita è più gioiosa e serena, ricca di umanità e di soddisfazioni, di tante scoperte, nuovi amici e tante esperienze di vita. Il mio sogno è quello di continuare l’insegnamento di questa meravigliosa disciplina, l’unica cosa che non cambierà in questo splendido percorso sarà quella di insegnare sempre e comunque con il cuore e con umiltà, essere e non dimostrare nulla di più all’allievo, questo ho imparato…sei e tutto verrà da sé.

Ringrazio con tutto il cuore il gruppo di volontari, che ha creduto in me dall’inizio alla fine, trasmettendomi grande gioia e partecipazione attiva durante tutto il percorso fatto assieme, tutti vogliono continuare, anche dopo la mia tesi, il lavoro e il corso di yoga; il corso infatti riprenderà da Ottobre. Se qualcuno vuole inserirsi può farlo durante tutto l’anno e Sabato 19 settembre faremo una presentazione del corso e pratica di yoga therapy dalle 17.00/ alle 18.30, presso il centro MappaMundi.

Cecilia: Grazie Silvia di aver condiviso con noi una parte intima della tua vita e di averci aperto il tuo cuore. Ci vediamo SABATO 19 SETTEMBRE per la presentazione del corso di Yoga Therapy